A former business manager, philosopher and technologist, he is the founder of SoloTablet (www.solotablet.it), a Web project that since 2010 has promoted critical reflection on technology and its effects, aimed at (Techno)awareness, knowledge and responsibility. An expert in marketing, communication and management, he has worked in managerial and executive roles in Italian and in multinational companies with international responsibilities. Focused on innovation, he has implemented programs aimed at change and innovation, increasing the strategic value of the company's relational capital and customer loyalty, through cutting-edge technologies and innovative approaches. Journalist and storyteller, author of twenty-two books, trainer, speaker at conferences, seminars and conventions. He is an expert in the Internet, social networking, collaborative environments on the network and social network analysis tools. Always available to discuss and dialogue. STULTIFERA NAVIS co-founder.

Ingegneria sociale: studio dei comportamenti individuali alla ricerca di vulnerabilitร  umane

Parliamo di sicurezza informatica e di nuove tecniche finalizzate a carpire informazioni da usare per pratiche illegali e criminali. Sono descritte come tecniche di ingegneria sociale (social engineering) perchรฉ si basano sullo studio dei comportamenti individuali online alla ricerca (footprinting) di dati, informazioni e potenziali vulnerabilitร  per poi sferrare lโ€™attacco. Sono tecniche cresciute in parallelo con il rafforzamento dei sistemi informatici e del software che rendono sempre piรน complicati un attacco informatico. Lโ€™essere umano presenta al contrario molte debolezze che possono essere sfruttate da un ingegnere sociale a proprio vantaggio.

Tecnoconsapevolezza e libertร  di scelta: Lโ€™illusione della concentrazione nel mondo digitale

Lโ€™attenzione costantemente regalata a un display e alle intermittenti ma persistenti interazioni tecnologiche ha reso impossibile lโ€™arte della concentrazione. Non รจ un caso che anche Hollywood e la televisione stiano realizzando telenovele brevi, da 10-15 minuti. Un tempo ritenuto ormai associato al massimo di attenzione possibile che lโ€™utente, modificato cognitivamente dalla frequentazione di YouTube รจ disposto a concedere. Anche per contenuti di qualitร !

Voglia di analogico

Tutti o quasi posseggono uno smartphone. Nessuno riesce piรน a immaginare di rimanere senza Wi-Fi e di essere disconnesso. Molti hanno account Facebook, Instagram e WhatsApp e non hanno alcuna intenzione di distaccarsene. Le indagini di mercato evidenziano perรฒ un crescente bisogno di analogico, associato a un fastidio emergente che porta a un diverso rapporto con la tecnologia. Negli ultimi tempi le librerie e gli store online si stanno riempiendo di libri che evidenziano gli effetti della tecnologia sulla vita delle persone mettendo in guardia da un uso acritico dei suoi prodotti.

Lo storytelling non รจ piรน sufficiente!

Lo storytelling online รจ diventato pratica diffusa soprattuttp dopo l'arrivo di meccanismi di blocco delle pubblicitร  online. Con milioni di utenti che hanno attivato questo meccanismo lo storytelling รจ diventato il modo ideale per raggiungerli, oltre che una pratica SEO. E se oggi anche lo storytelling andasse ripensato...?

Sta nascendo un inconscio digitale?

La pervasivitร  dello smartphone e il suo essere diventato protesi tecnica, esattamente come lo รจ stata la mano nel passaggio dell'essere umano alla posizione eretta, sta creando una nuova realtร  fatta di interconnettivitร , trasparenza, nuovi linguaggi e nuove forme di civiltร . Cambia anche la percezione della realtร  e quella di se stessi. Il primo risultato ottenuto dai social network รจ la sparizione della privacy e con essa dell'intimitร  individuale. Un'identitร  postata online e raccontata attraverso un profilo digitale รจ una identitร  violata, invasa e il cui spazio di autonomia si รจ notevolmente ridotto. A determinare la nuova realtร  รจ il tempo passato a interagire con il dispositivo tecnologico e le sue APP. Un tempo lungo e prevalentemente relazionale, dedicato all'interazione con entitร  all'esterno di noi stessi. Un tempo usato per esternalizzare pensieri che una volta eravamo abituati a tenerci dentro e a rielaborare con tempi e modi molto diversi a quelli tecnologici dei social network.

Online siamo tutti diventati degli algoritmi

Da perfetti sconosciuti e presenze occulte sono diventati rapidamente oggetto di racconti, narrazioni, riflessioni e preoccupazioni. Chi รจ preoccupato pensa che possano, giร  oggi, condizionare e orientare le loro vite. Chi non se ne cura guarda con soggezione e simpatia la loro capacitร  di rendere le loro esperienze online piacevoli, convenienti e confortevoli.

La tecnologia che annoia, disturba e tradisce!

Capita a tutti, perchรจ tutti sono coinvolti nel grande gioco del consumismo quotidiano, nel quale si confrontano giocatori sempre piรน attrezzati tecnologicamente e aggressivi. E' un gioco praticato per accaparrarsi ogni budget disponibile e nel quale ogni trucco e mezzo รจ utilizzabile pur di arrivare all'obiettivo commerciale predefinito. Il mezzo tecnologico oggi piรน usato รจ quello dei Call Center, spesso automatizzati e robotizzati con addetti alla vendita in forma di algoritmi capaci di sfornare centinaia di Robo-chiamate quotidiane. La pervasivitร  della tecnologia nella vita quotidiana di ognuno non รจ causale ma legato anche all'idea che della tecnologia tutti si sono fatti. Una tecnologia capace di risolvere problemi e di semplificare la vita di ognuno con le sue soluzioni, applicazioni e dispositivi.

Scriviamo di piรน e da sempre!

Nel suo bel libro โ€œAnima e iPadโ€ e prima ancora nel libro precedente sulla documentalitร , Maurizio Ferraris ha sottolineato il paradosso della nostra epoca caratterizzata dalla pervasivitร  delle telefonia cellulare e dei dispositivi mobili. La diffusione di questi strumenti ha reso piรน facile comunicare ma a prevalere non รจ tanto la comunicazione verbale quanto quella scritta. La scrittura, dentro e fuori la mente, รจ all'origine della coscienza e del mondo sociale, scrive Ferraris, "Perchรฉ la scrittura รจ insieme la base della realtร  sociale e del nostro pensiero, il cui spettro peggiore รจ proprio l'Alzheimer, la perdita della memoria vissuta come perdita del pensiero. Ecco perchรฉ la grande svolta tecnologica che ha caratterizzato gli ultimi trent'anni ha riguardato proprio la scrittura=

Sei di cattivo umore? Colpa del social network!

Si frequenta il social network per passatempo, divertimento, voglia di socializzare e organizzare incontri e appuntamenti, per mantenere vivi contatti e forti le relazioni, per scambiarsi foto, commenti, testi ma anche nuove solitudini e sensazioni di malessere. A dirlo รจ una ricerca che associa il malumore di molti alla frequentazione di ambienti online come Facebook.

Abbiamo bisogno di cenobi per il terzo millennio

Siamo sempre piรน immersi in un tempo orientato allo smarrimento della relazione con la vita che ci circonda, con quella che ci ha preceduto e appena si intravede, con le altre persone e, infine, con noi stessi. Quattro movimenti di separazione che, attraverso alcune metafore cliniche, potrebbero aiutarci a parlare di questa epoca come unโ€™etร  segnata dallโ€™autismo e dallโ€™Alzheimer, cioรจ di perdita, progressiva e pandemica, del contesto e della memoria.

Cosa cโ€™entrano le mele e le arance con la scienza e la filosofia?

Dopo avere esplorato Il problema mente-corpo (sottotitolo: Da Platone allโ€™intelligenza artificiale) nel suo libro del 2019, il filosofo Marco Salucci porta in libreria un altro volume (Dalla mela di Newton allโ€™arancia di Kubrik โ€“ La scienza spiegata con la letteratura) ricco di spunti per chiunque voglia continuare a riflettere criticamente e intellettualmente sulla realtร  contemporanea.

La tecnologia affascina. Piรน affascinante รจ la questione del nostro destino

L'abuso di qualunque tecnologia diventa dannoso. Chiaramente un incidente dโ€™auto a 100 km/h avrร  conseguenze piรน gravi che a 30 km/h. Lโ€™introduzione di ogni nuova tecnologia ha sempre suscitato profezie di sventure, da parte di alcuni: anni fa si discuteva della questione della dipendenza dalla televisione, oggi di quella da cellulare. Intendo dire: discussioni simili esistevano giร  prima della diffusione dei dispositivi informatici. Immaginiamo un musicofilo che stia sempre chiuso nel suo studio ad ascoltare melodrammi: lo stimolo culturale a cui si espone sarร  certamente migliore di quello accessibile compulsando ossessivamente un telefono cellulare ma i suoi rapporti umani e il rapporto con la realtร  saranno comunque patologici. Alla fine abbiamo due problemi non uno: quello delle relazioni umane surrogate e quello dei contenuti. E il problema del mezzo viene dopo questi.

Il greenwashing della gentilezza

Non so cosa pensino le persone da me incontrate che hanno fatto della gentilezza una missione oltre che una professione. Sulla gentilezza ho anche scritto un libro con una persona che credo abbia anticipato tutti sul tema: Anna Maria Palma con il suo libro La gentilezza che cambia le relazioni.

Segnalazione eretica in momenti drammatici

Drammatici sono i tempi di crisi e di guerra che stiamo vivendo. Lo sono sia per i fatti di cui siamo lontanamente testimoni, sui quali siamo costantemente e abilmente manipoltai, ma anche per la mancanza di reazioni di sdegno e per una passiva inazione che racconta molto del nostro mondo attuale e degli scenari distopici emergenti che si stanno preparando

Una domenica di luglio - Letture varie preparando le valigie per partire, per andare lontano, anche dal digitale

A essere sincero, quando sono lontano dal mio bosco, tutto mi appare irreale. Lo รจ perchรฉ mi lascio intrappolare dalla navigazione online e/o dalla lettura degli inserti domenicali come Robinson e La Lettura. Un tempo la lettura poteva rasserenarmi, invogliarmi a leggere ancora di piรน. Oggi prevale la noia o lโ€™arrabbiatura, tante sono le stronzate a cui si va incontro, per colpa del semplice bisogno di coltivare conoscenze e conoscenza. Meglio forse tornare a โ€œzappareโ€! ย  Poi ci sono le eccezioni, capaci di suscitare interesse e attenzione, su cui provo a fare una semplice riflessione.

Oggi ho fatto un sogno! Utopia pura, un sogno irrealizzabile che non diventerร  realtร 

Le utopie non fanno piรน parte del nostro immaginario. Siamo perรฒ immersi in distopie reali e tutti impegnati, inconsapevolmente o da complici, a crearne di nuove. Un tempo le utopie non erano pura fantascienza, erano calate nella realtร , strumenti potenti di interpretazione e di lettura dei problemi di ieri, di oggi e di domani. Oggi sono contenitori vuoti, non vengono piรน usate come strumenti, si manifestano nella forma distopica, Mai come oggi avremmo bisogno di utopie, mai come oggi viviamo dentro distopie che abitiamo spaventati, afoni, impauriti, complici, servili e sottomessi, incapaci di capire che siamo tutti diventati semplici cavie da laboratorio per la sperimentazione dell'uso della paura e del senso di colpa per creare consenso e inibire, bloccare ogni forma di dissenso. E' in questo contesto che si colloca come moltitudini di persone stanno oggi (non) reagendo. al genocidio in atto a Gaza, che se non vogliamo chiamare tale, ci chiama tutti causa, quantomeno per la sorte a cui sono stati destinati migliaia di bambini.

Esperienze vissute e piattaforme social

Oggi la tecnologia ha praticamente ampliato sia il bello sia il brutto dei comportamenti umani. Da un lato internet ci ha permesso di acquisire informazioni, anche piuttosto tecniche e attendibili su gran parte degli argomenti esistenti, tantโ€™รจ che oggi una persona ha la possibilitร  di acquisire svariate competenze utili semplicemente stando di fronte ad un monitor. Dallโ€™altro lato perรฒ, si sta assistendo ad una specie di superficializzazione del sapere e dei comportamenti, e cโ€™รจ da dire che gli stessi canali comunicativi lo incentivano.

Perchรจ si viaggia? Meditazioni solitarie durante un bellissimo viaggio in Madagascar

๐‘๐ž๐๐ฎ๐œ๐ž ๐๐š ๐ฎ๐ง ๐›๐ž๐ฅ๐ฅ๐ข๐ฌ๐ฌ๐ข๐ฆ๐จ ๐ฏ๐ข๐š๐ ๐ ๐ข๐จ ๐ข๐ง ๐Œ๐š๐๐š๐ ๐š๐ฌ๐œ๐š๐ซ, reso tale dallโ€™itinerario proposto dallโ€™agenzia (Kailas) alla quale mi sono affidato, dalla guida (Mirko) che ci ha accompagnato e guidato magistralmente per quasi sedici giorni, e dallโ€™affiatamento del gruppo (Anna, Marina, Federica, Massimo, Daniela, Andrea, Stefano, Lidia) che si รจ creato fin dal primo incontro, ho deciso di provare a rispondere a una domanda: perchรฉ si viaggia? Una domanda che, nelle conversazioni di gruppo o individuali, รจ emersa piรน volte, suggerendo risposte che quasi mai sono state capaci di soddisfare lโ€™interlocutore o lโ€™interlocutrice che, di volta in volta, la domanda aveva posto.