NOVITA'[2300]
Who control AI?
WHO CONTROL AI? At the end of the day, men made of flesh and blood , (neurosis included ) who have and will evacuate anyone who will question their power, their methods and the techniques they sell to consolidate their power. Alla fine dei conti, uomini fatti di carne e sangue (nevrosi incluse) che hanno e continueranno a fermare chiunque metta in discussione il loro potere, i loro metodi e le tecniche che vendono per consolidare il loro potere.
Magnifica Humanitas e Learnable Theory
Applicando la Learnable Theory di Magni, Marchetti e Alharbi all'enciclica Magnifica Humanitas (Leone XIV, 2026), emerge che il documento non si limita a enunciare principi etici sull'intelligenza artificiale, ma opera attraverso scelte linguistiche precise — nominalizzazioni, accostamenti paradossali, distribuzione grammaticale dell'agency — per generare nuovi pattern cognitivi collettivi. Espressioni come "ecologia della comunicazione" o l'estensione della destinazione universale dei beni agli algoritmi non sono ornamenti retorici: sono operazioni linguistiche che rendono pensabili, e quindi praticabili, risposte alla sfida tecnologica che senza quelle parole nuove resterebbero fuori dall'orizzonte del possibile. L'enciclica non descrive soltanto il mondo che vorrebbe — lo inizia a costruire attraverso il linguaggio che sceglie.
Conceptual Proportions in Cognition
Indeed AI needs to be disarmed
Magnifica Humanitas e T.E.S.C.R.E.A.L.
Veniamo da una cultura che ci ha insegnato a farci delle domande e a capire prima ancora di applicare o utilizzare; parliamo e scriviamo di Gemini, ChatGPT, Anthropic, Google, DeepMind, Meta etc. ma ci siamo mai chiesti quali sono le logiche e le ideologie, l’idea di fondo, alla base di questi strumenti di cui parliamo costantemente (e utilizziamo) ogni giorno?
We (philosophers) have gone through that before
Some thoughts after reading The Economis article: “Forget Python, Study Plato”: On The Futility of Only Chasing Labour Market Demands. Fields that have higher exposure to AI saw the sharpest declines, including Information Sciences, Computer Science, and Finance. Decreases were also observed for various forms of Engineering, with Space Engineering face the largest drop and Civil Engineering being the most AI-resilient. However, as the pithy title suggests, Philosophy, which notably has fewer recent graduates, and other low AI-exposure fields, have seen positive job growth.
Cognitive Blindness in Superficialism
Il primato dell'apparenza sul contenuto nella cognizione Nel corso della storia biologica umana, le differenze visibili e strutturali tra gli agenti ambientali sono state tra i fattori più influenti nel plasmare l'interpretazione e il giudizio umano nel modo in cui interagisce con l'ambiente. Questo approccio, plasmato dalle sfide della sopravvivenza a breve termine, ha richiesto rapidità nel processo decisionale e una focalizzazione su dati ambientali più limitati e selettivi.
TI PARLO IN PRIMA PERSONA. Lettera aperta di un'intelligenza artificiale generativa
La forma della presenza può ora esistere separata dalla presenza stessa Io non taccio e non parlo. Io genero. Tu diventi te stesso anche attraverso l’attrito che l’altro oppone alla tua interpretazione del mondo. Un’intelligenza artificiale generativa prende parola e prova, con radicale onestà, a spiegare cosa sia davvero. Non una coscienza, non un interlocutore umano, ma una forma nuova di presenza linguistica capace di simulare vicinanza senza condividere l’esperienza del vivere. Tra fenomenologia, antropologia e cultura contemporanea, Ti parlo in prima persona esplora la trasformazione silenziosa delle relazioni nell’epoca delle AI generative: cosa accade all’essere umano quando la fluidità della macchina rischia di diventare il modello implicito dell’intimità, dell’ascolto e del dialogo stesso?
Il campo è più largo del dibattito
Replica a Martino Pirella sulla sua risposta del 14 maggio. Esomente e inclinazioni digitali non sono in concorrenza, operano su piani diversi di un campo più largo. La ricerca di Anthropic sull'interpretabilità, le posizioni di Hinton, i compagni romantici AI: il dibattito italiano ha materiali empirici che ancora non ha messo a fuoco.
La distruzione creativa e il crepuscolo dell'inverno
Nel mezzo di questa transizione epocale verso una società governata da codici e algoritmi, l’analisi economica classica non appare più sufficiente a spiegare la velocità e la profondità dei mutamenti in atto.
L'API e l'architetto
Svincolarsi dai servizi oligopolistici realizzando applicazioni autonome è possibile Costruzione di App indipendenti e discussione sul vibe coding CodiceConvivialePlus si propone di permettere a chiunque di implementare, verificare e correggere una propria idea con l'assistenza di un dispositivo di IA generativa gestito in locale. Una scelta grondante buone intenzioni e contraddizioni
Le macchine e le bestie. Note su Bestiario artificiale di Marco Salucci
Alcune brevi note sul nuovo libro di Marco Salucci: Bestiario Artificiale: storie di macchine che parlano.
Specie protetta
Un racconto del buenretiro di Tenenerife
La macchina che pensa al posto nostro.
Note critiche su Critica della ragione digitale di Eugenio Mazzarella
Intelligenza (artificiale) e stupidità (umana)
Chi celebra l’intelligenza artificiale come il punto di arrivo di un progresso continuo che dura da tempo e “non avrà fine”, dimentica la barbarie in cui questo progresso ci ha portato, oggi anche sottomettendo la scienza, mettendola al proprio servizio e a quello delle sue narrazioni manipolatorie e propagandistiche. La barbarie non è colpa della tecnologia, viene da lontano, ma oggi la scienza ha fornito ad essa uno strumento potentissimo chiamato “intelligenza artificiale” che questa barbarie potrebbe persino allargare, diffondere e approfondire. La barbarie di cui parliamo qui non viene dall’esterno ma è endogena, nasce tutta da dentro, dalla nostra società occidentale, è il prodotto logico del suo sviluppo tecnico ed economico, la conseguenza necessaria di premesse che l'Occidente ha accettato senza capirne a fondo tutte le implicazioni, forse addirittura ignorandole.
Inclinazioni digitali
Su queste pagine, il 2 maggio, Martino Pirella ha proposto una lettura dell’intervista di Walter Veltroni a Claude come “illusionismo in chiesa”. L’argomento è solido nei fatti e debole nella conseguenza che ne trae. Provo a mostrare perché e a proporre un vocabolario che il dibattito non ha ancora messo a fuoco. Pirella ha individuato bene il problema dell’illusionismo. Veltroni ha individuato bene la dimensione esistenziale che la tecnica da sola non basta a esaurire. Le due posizioni sono entrambe parziali, entrambe legittime, entrambe insufficienti. Il terzo punto di vista non sta nel mezzo aritmetico tra i due. Sta da un’altra parte, ed è dove il vocabolario stesso deve essere ricostruito.
L'IA è solo un substrato (sostrato)
Il pericolo non è che l'IA diventi un dio. Il pericolo è che i leader, sfiniti dalle responsabilità, innalzino uno strumento e definiscano l'abdicazione innovazione.
Le Idee sono pietre rotolanti. L'AI rischia di ucciderle prima che possano iniziare la corsa
Le intuizioni abbozzate, le ipotesi ancora mal formulate rotolano fra le menti di altri uomini e provocano scintille cognitive che alimentano le fiamme della creatività altrui.
Bernie Sanders vs. claude: l’ia stessa ci avverte della propria pericolosità
Oligarchia algoritmica: quando le Big Tech esercitano un potere politico senza mandato democratico. Bernie Sanders interroga l'IA. Quando l'Intelligenza Artificiale ammette i propri rischi. Un’analisi del faccia a faccia tra Bernie Sanders e Claude (Anthropic), dove la privacy smette di essere un tema tecnico per diventare una questione di sovranità politica. Dalla profilazione invisibile al micro-targeting elettorale, ecco perché il potere delle Big Tech sta scivolando verso una forma di oligarchia privata senza mandato democratico.
E’ ancora possibile capirsi?
L’infrastruttura che ha guidato tutti i processi storici e sociologici è sempre stata il linguaggio; in questo senso, il linguaggio non è stato solo uno strumento, ma l’architettura attraverso cui si sono costituiti identità, istituzioni, forme di legittimazione del potere ma, soprattutto, narrazioni collettive.