Fraternità- Il “parente povero” del trinomio della Rivoluzione francese

Il diritto alla libertà garantisce l’autonomia e l’iniziativa del singolo individuo, ma può sfociare in una competizione selvaggia e senza limiti. Il diritto all’uguaglianza tutela la dimensione sociale, riconoscendo la stessa dignità a tutti gli umani, ma, senza la libertà, può sfociare nell’autoritarismo, in regimi oppressivi. È necessario un terzo principio che permetta la dialettica tra i due e rappresenti un fattore di equilibrio: la fraternità. Oggi è del tutto carente.

Al lavoro tutto bene?

Il lavoro novencentesco è finito, è ora di modellarne uno nuovo e la direzione non può essere quella di modellarlo semplicemente sulle enormi potenzialità di uno strumento ma intorno a una chiara visione dell’essere umano e della società.

Sulle ali del tempo [15]

La vita mi ha insegnato che non devo mostrare il mare che ho dentro a chi non sa nuotare poiché non capirebbe cosa significhi sentirmi libera e leggera come un pesce che può spaziare in un oceano e riassaporare e osservare la vita con uno sguardo diverso.

Aloysius Lilius dell'Umbria. Primo autore del Calendario Gregoriano

propongo una rilettura critica delle fonti, del processo di riforma del Calendario. Riapre il caso legato alla storia di Luigi Lilio: dalle origini umbre, al ruolo dei suoi predecessori nello studio del Calendario, fino agli interrogativi sulla sua stessa identità. Il testo attua un revisionismo storico puntuale. Riscrive la storia che segna il tempo, da cui emerge nitido il luogo di origine di Aloysius Lilius/Luigi Lilio, cioè l’Umbria, ed emergono, altresì, nel contesto ecclesiale e su Luigi Lilio contenuti mai presi in considerazione, evidenziando come la riforma non sia stata opera di un singolo individuo ma il risultato di decenni di contributi scientifici. La completezza di un argomento, infatti, ha necessità di strutturarsi, e certo non tralascia tutto il processo storico di riforma del Calendario.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa (Epilogo)

Il tempo che ci precede è qualcosa di diverso. È il presente sottile in cui una forma può ancora essere riconosciuta come forma, prima che venga scambiata per mondo. Il momento in cui è ancora possibile chiedersi quale idea di essere umano sia nascosta in un'interfaccia, in una metrica, in una soglia, in un agente. Quale libertà rende possibile. Quale libertà rende più difficile. Quali vite dovranno adattarsi alla sua grammatica per risultare leggibili. Quali silenzi scambierà per consenso.

𝐃𝐞̂𝐦𝐨𝐬-𝐊𝐫𝐚́𝐭𝐨𝐬 : potere al popolo

Che cosa significa davvero democrazia? Partendo dall'etimologia Dêmos–Krátos, “potere del popolo”, una riflessione sulla libertà e sui rischi della sua degenerazione, sul richiamo dell'“uomo forte” e sulla responsabilità che ogni cittadino assume quando esercita il proprio diritto di voto. Perché la democrazia non è soltanto un sistema di governo: è cultura, consapevolezza, partecipazione e responsabilità.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa (Le patologie del campo [XIV])

Quattordicesimo capitolo del mio libro 𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗲𝗱𝗲: 𝗩𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮. Non basta chiedere al singolo professionista di essere più critico. Quando il ciclo è già in movimento, la critica individuale arriva tardi. Deve separarsi non solo da una raccomandazione, ma dall'intera forma in cui il caso è stato reso visibile. La correzione non nasce più soltanto nel momento della decisione. Va progettata prima: nei criteri che ordinano i segnali, nelle interfacce che distribuiscono l'attenzione, nelle metriche che definiscono il successo, negli spazi in cui il dissenso può ancora avere forma.

L'Intelligenza Artificiale risolve uno dei 7 problemi del Millennio. Riflessioni su aspetti positivi e rischi delle scoperte tramite Ai.

L'Ai avrebbe risolto uno degli storici problemi mai risolti dall'umanità denominati problemi matematici del millennio. Segnatamente l'equazione di Navier-Stokes che descrive il movimento dei fluidi viscosi, come l'acqua e l'aria, fondamentali per progettare aerei o fare previsioni metereologiche come pure per analizzare la diffusione degli agenti inquinanti. Come rammenteranno alcuni lettori dei miei articoli avevo già presagito oltre un anno fa che fra i passaggi più indicativi della fase di miglioramento di questa tecnologia che precede quella di accelerazione, ci sarebbero stati dei rilevanti risultati anzitutto nella matematica e nella fisica. Tuttavia occorre riflettere su cosa tutto ciò può significare. Che implicazioni abbiano scoperte così fondamentali attraverso l'Ai. Il ruolo che si prospetta per la ricerca umana e che significato potrebbe avere nell'immediato futuro una presenza "irrinunciabile" dell'Ai in ogni stadio o fase della ricerca. Esisterà un'innovazione senza l'Ai? Chi detiene le chiavi del controllo dei sistemi più avanzati potrebbe usarli per se stesso come in una trama da "Avengers"? Sono domande importanti che dovrebbero aprire a considerazioni pratiche che tuttavia vengono ignorate da chi dovrebbe vigilare. Cerchiamo quindi di osservare più da vicino i vantaggi e i potenziali rischi, a cominciare da questa notizia sulla risoluzione di uno dei 7 problemi matematici del millennio.

Lettera del guardiano del faro Gerogompos

Quel giorno ci avevano mandato a cercare l’acqua per la compagnia, eravamo felici come ragazzi in gita sulla camionetta di servizio carica di taniche vuote. Durante un ritiro di scrittura nell'isola di Cefalonia sono stata profondamente colpita dalla vicenda dei soldati italiani della Divisione Acqui, abbandonati dall'Italia dopo l'8 settembre senza ordini nè aiuti, e sterminati dopo un'aspra battaglia dall'esercito tedesco. Durante una visita al Faro Gerogompos ci è stato chiesto di scrivere una lettera da parte del guardiano, ed io non ho potuto fare a meno di pensare alle storie di quei soldati...

Notazione, osservazione e giudizio nel governo del lavoro digitale. Quando il processo non coincide con il lavoro reale.

Questo articolo nasce da una serie di appunti raccolti negli anni in cui ho svolto l'attività di consulente. Ho potuto osservare nel tempo come nei progetti di trasformazione digitale, vi sia una costante: quanto più accuratamente riusciamo a descrivere un processo, tanto più facilmente rischiamo di confondere la precisione della descrizione con la capacità di cambiarlo. Mi sono ispirato a un caso professionale che ho realmente vissuto, l'ho anonimizzato e l'ho usato per tracciare le prospettive teoriche provenienti da approcci differenti, ma anche dalla riflessione sul business process management per arrivare, immancabilmente, ad Aristotele.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa (Le patologie del campo [XIII])

Tredicesimo capitolo del mio libro 𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗲𝗱𝗲: 𝗩𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮. Le pratiche che ci sopravvivono non aspettano che ce ne andiamo. Imparano a continuare senza di noi, con la naturalezza delle cose che accadono senza che nessuno le abbia volute.

Le affermazioni di un ex dipendente di OpenAi e Anthropic sul pericolo di un'Intelligenza Artificiale malevola sono da prendere sul serio?

L'intelligenza artificiale ci ucciderà tutti? No, con buona pace del sensazionalismo che senza dubbio ha il vantaggio di attirare l'attenzione, ma non è in programma. Tuttavia ci sono continui allarmi sui progressi di alcuni modelli di Ai. In alcuni casi sembrano anche costruiti apposta, forse a scopo di marketing, per promuovere gli agenti in commercio. A volte però, le dichiarazioni più tranchant arrivano da chi per curriculum e per l'attività lavorativa svolta ha lavorato proprio a contatto con l'addestramento delle Ai. Pertanto viene legittimo riflettere maggiormente su che tipo di attendibilità e di attenzione sia giusto e prudente attribuire alla voce di un potenziale insider.

Combattere il sistema? Per chi lavora no-vax. Il problema vero in un romanzo

La rivolta no-vax si presenta come anti-sistema, come rifiuto del controllo statale sul corpo. Ma la risposta reale delle istituzioni, ovunque questa rivolta si è manifestata, non è stata un arretramento dello Stato: è stata un'espansione degli strumenti di controllo. Il Green Pass italiano, introdotto nell'agosto 2021 ed esteso progressivamente ai luoghi di lavoro entro l'autunno, l'obbligo vaccinale per il personale sanitario, poi esteso agli over-50 all'inizio del 2022. Il Pass Sanitaire francese. Tutte infrastrutture di verifica digitale dello stato di salute dei cittadini che, prima della pandemia, sarebbero state politicamente impensabili in una democrazia occidentale. Sono nate, e sono state accettate da larga parte dell'opinione pubblica come necessarie, proprio in risposta al caos informativo alimentato dal movimento che diceva di combatterle. Chi si opponeva al controllo statale ha fornito, con la propria stessa opposizione disordinata e con la mortalità evitabile che ne è seguita, la giustificazione politica per costruire esattamente l'infrastruttura di controllo che temeva, mentre il problema demografico vero delle società coinvolte, la denatalità, restava non solo irrisolto ma aggravato da ogni morte evitabile in più.

Perché la geopolitica globale non riconosce la libertà di Kant

Non è un articolo sulla guerra, né sui confini, né sulla NATO, né sulla Russia o Cina, né sulla crisi dell’ordine liberale, anche se tutti questi elementi entrano nel ragionamento. La domanda è: che cosa succede al concetto di libertà (sicurezza nazionale) quando lo si trasferisce da una società (nazione) dotata di un’autorità politica a una società internazionale priva di un’autorità sovrana?