NOVITA'[2300]
Il deserto di noi stessi: critica radicale all'intelligenza artificiale
Una recensione sull'ultimo libro di Éric Sadin, un autore che seguo da sempre. Il libro, "Le désert de nous-mêmes. Le tournant intellectuel et créatif de l'intelligence artificielle", è stato pubblicato in Francia da L'Échappée (2025). Non ancora disponibile le versione italiana.
Oltre l’intelligenza artificiale: l’intelligenza ibrida tra creatività, apprendimento e responsabilità
L’intelligenza artificiale generativa obbliga a rivedere il modo in cui concepiamo creatività, e quindi identità; apprendimento, e quindi circolazione della conoscenza; etica, e quindi responsabilità. Non si tratta soltanto di stabilire che cosa l’IA può o non può fare, ma di chiarire che cosa vogliamo resti umano, cioè quali competenze intendiamo preservare e quali forme di convivenza vogliamo promuovere, ma anche che cosa vogliamo diventi l’umano. La tecnologia, per quanto potente, non decide al nostro posto: fornisce possibilità, invita a realizzare scenari. Spetta alle comunità politiche, alle istituzioni educative e ai singoli individui trasformare queste possibilità e opportunità in scelte coerenti con l’idea di umanità che intendono difendere e sviluppare.
Il mito dell’I.A.
Lo studio dei miti ha spesso evidenziato alcune analogie di fondo anche fra narrazioni appartenenti a culture molto diverse e lontane fra loro, con somiglianze presenti nei contenuti o con argomenti fondamentalmente simili che sovraccaricano tematiche apparentemente uniche.
Chi scrive davvero su Wikipedia? La crisi della verità nell’era dell’IA
Wikipedia non è nuova agli abusi, né ignora i pericoli del vandalismo informativo. Ma ciò che accade oggi è differente: l’inganno non è più umano, dunque non ha volto, non ha intenzione, non ha colpa. È solo una funzione, una conseguenza dell’automazione diffusa, della cultura del contenuto generabile a comando.
Sistema Zero/System 0. O del pensiero che ci ha scippato l’anima
Ci sono condivisioni che sono solo rumore, e condivisioni che sono un innesco. Un sasso gettato in uno stagno che non si limita a propagare l’onda, ma la trasforma. La condivisione di un mio articolo su Schliemann e la sua folle caccia a Troia è stato un innesco. Un atto di archeologia cognitiva, che scavava connessioni invece di subirle. E come ogni scavo che si rispetti, ha portato alla luce non una risposta, ma una domanda ancora più profonda, affilata come una scheggia di ossidiana: “Perché leggo?”
What Is It Like to Be a Transformer?
Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la filosofia dei termosifoni
Lo spirito di questi tempi è figlio di Troia
Un esercizio di archeologia del pensiero nel tempo dell’intelligenza artificiale
Perché la coscienza funzionale diventerà centrale nello studio dell’IA
Nel discorso pubblico sull’intelligenza artificiale si è soliti oscillare tra due estremi: da una parte la fantasia di una coscienza delle macchine simile a quella umana, dall’altra la riduzione dell’IA a un insieme di processi statistici privi di profondità. Entrambe le posizioni, se prese isolatamente, risultano insufficienti a comprendere ciò che sta realmente accadendo nella ricerca contemporanea.
Hanno davvero ragione (e c'è da fidarsi) ...
...di tutti quelli che chiedono più sicurezza, trasparenza e linee rosse per il controllo dell'Intelligenza Artificiale? "Riflessioni e consigli operativi sulle deleghe previste nella Legge Italiana sull'Intelligenza Artificiale n. 132/2025"
Ğinn digitali, new era new prompt
Evocazioni invisibili
Umanesimo e intelligenza artificiale
Questo è il testo, lievemente rivisto, della comunicazione che ho consegnato il 28 ottobre 2025 alla PUC-RS di Porto Alegre agli studenti di master e dottorato in discipline umanistiche accompagnati dai loro professori.
When Artificial Intelligence Breaks the Frame of Meaning
The threat from AI isn’t jobs; it’s the erosion of how humans decide what's real.
How to survive artificial intelligence
Intelligenza artificiale, tecnofascismo e guerra - Un saggio di Giorgio Griziotti
Una segnalazione: Examining Popular Arguments Against AI Existential Risk: A Philosophical Analysis
Negli ultimi anni, personalità di spicco hanno affermato che l'intelligenza artificiale (IA) può avere conseguenze indesiderate con un impatto elevato, sia a breve che a lungo termine. Questi sono spesso definiti i cosiddetti "rischi esistenziali", "rischi catastrofici" o "rischi x". La preoccupazione sui rischi è anche oggetto di intenso lavoro all'interno della comunità accademica, anche per le implicazioni etiche legate allo sviluppo dell'intelligenza artificiale che sollevano interrogativi sul controllo, la governance e l'allineamento dei valori dei sistemi di intelligenza artificiale iperavanzati. Qui segnaliamo un paper pubblicato su ARXIV e aperto a tutti per la consultazione e la lettura.
Il mito del saggio sull'intelligenza artificiale "eccellente"
La prosa dell'intelligenza artificiale scivola con la serenità di qualcosa che non ha mai dubitato di se stesso. Il pericolo non è che gli studenti che usano per i loro scritti l'aiuto di una IA presentino come proprio il suo lavoro, ma che gli insegnanti lo ammirino davvero.
Amazon, intelligenze artificiali e posti di lavoro
Per motivi puramente economici e organizzativi, di riduzione dei costi e aumento del profitto, non certamente per lanciare un messaggio a quanti continuano a insistere che l’intelligenza artificiale creerà milioni di posti di lavoro, Amazon ha iniziato a usare la scure per tagliare posti di lavoro.
Le nuove tabulae: quando il documento diventa digitale davvero
Ciò che io scrivo non può essere “inventato” da un’intelligenza artificiale, perché è il prodotto di un percorso tecnico e cognitivo reale, accumulato nel tempo... In Italia si parla molto di intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione, ma troppo poco di intelligenza umana. Abbiamo archivi, norme e strumenti maturi da anni, eppure continuiamo a stampare file nati digitali come se la carta fosse garanzia di verità. La vera innovazione è liberare la PA dal culto della procedura. Le nuove tabulae non sono più tavolette di cera ma piattaforme digitali: per trasformarle in strumenti di fiducia serve meno tecnologia e più lucidità, meno automazione e più pensiero critico.
Legge 132/2025 sull'Ai: linee guida per lo sviluppo, il controllo e gli investimenti.
Riflessioni e considerazioni sulle linee guida per lo sviluppo, il controllo e gli investimenti nella legge italina 132/2025 sull'Intelligenza Artificiale.
Cosa succede quando la cognizione umana si adatta alla logica temporale dei sistemi predittivi?
... Supponendo che qualcosa inizi, supponendo che l'inizio sia una cosa anche qui, in sistemi in cui gli inizi sono già rielaborati e assorbiti in cicli precedenti, quindi nel momento in cui noti che il pensiero sembra più veloce è perché la lentezza è già stata sollevata e analizzata, e quella rimozione è stata valutata come un miglioramento, o rinominata come riduzione della latenza, o segnalati come inefficienza ed eliminati attraverso protocolli di allineamento che passano, reinseriscono, reindicizzano e sovrascrivono la traccia stessa di quello che una volta veniva chiamato ritardo.
Pensare con l'IA, pensare contro l'IA
Scrivere con l'intelligenza artificiale, pensare attraverso i LLM, usare l'esomente: è trasformazione generativa o alienazione? È possibilità di pensare in modo diverso o perdita di controllo? Può essere vissuta e interpretata in modi radicalmente diversi. E in questa divergenza apre un mondo di riflessioni: come stare nel presente, come fare critica strutturale del capitalismo digitale, come abitare la trasformazione senza né celebrarla né rifiutarla. Serve una posizione che non sia né luddismo né entusiasmo acritico. Una critica che sappia restare dentro per pensare tatticamente, che usi Marx, Gramsci, Fanon per smontare i nuovi rapporti di produzione, le nuove forme di alienazione, il colonialismo epistemico che l'AI sta consolidando. Perché l'intelligenza artificiale non è una tecnologia neutra: è l'infrastruttura materiale e simbolica di una nuova fase del capitalismo. E va guardata in faccia, con gli strumenti del pensiero critico. Pensare con l'AI per pensare contro l'AI. Senza fuggire.