NOVITA'[2647]
Meritocrazia e sviluppo umano: due grammatiche incompatibili
Un articolo di di Marcus - operaio quantistico Meritocrazia e sviluppo umano non sono due strategie alternative per gestire la stessa società. Sono due visioni dell'essere umano. La meritocrazia presuppone un essere umano fondamentalmente isolato, dotato di qualità intrinseche misurabili, mosso dalla ricerca del riconoscimento competitivo, ordinabile su una scala in cui qualcuno sta sopra e qualcuno sta sotto. È l'antropologia dell'homo oeconomicus generalizzata oltre l'economia: applicata al lavoro, all'istruzione, alla salute, alla cittadinanza. È un'antropologia coerente, ed è quella che ha plasmato gli ultimi quarant'anni delle democrazie occidentali. Ma è un'antropologia in cris. Lo sviluppo umano presuppone un essere umano costitutivamente relazionale, le cui qualità si manifestano e si formano nella partecipazione, la cui dignità non si misura ma si riconosce, le cui possibilità si dispiegano nell'incontro con istituzioni che le abilitano. È un'antropologia che non si oppone all'eccellenza né alla differenza - al contrario, le valorizza nella loro pluralità qualitativa, senza ridurle a posizioni su una scala. Che non rinuncia al giudizio morale, ma rifiuta la valutazione amministrativa. Che non rinuncia all'aspirazione, ma rifiuta la competizione come matrice della convivenza. Che non rinuncia alla responsabilità, ma rifiuta l'individualismo come quadro per pensarla.
Terrorism and new warfare: words are bullets sprayed by cyber machine guns
Scrittura e poesia
Chi sente il bisogno di scrivere lo sa: la scrittura è il "luogo privilegiato che ci si ritaglia in modo da soffermarsi sulle cose". Se la scrittura è declinata in poesia il soffermarsi assume un aspetto contemplativo, spirituale, mistico per alcuni. In questo luogo privilegiato a farla da padrone è il linguaggio, la sua versatilità, gamma di registri e possibilità, i suoi toni lirici, discorsivi, sapienziali o giocosi.
The Jungle Book (well… more moss, ferns, and forest) 2.0: Tales from the Social Networks
In the midst of Boubín, a new kind of jungle awakens; one ruled not by beasts, but by profiles. Mowgli of moss and data learns that likes are the new blood. Baloo sips coffee from a mug labeled “AI Governance Consultant,” trading bear wisdom for KPIs. Wolves with badges saying “AI Visionary” howl into the algorithm, hoping LinkedIn hears them. The snake Kaa slithers along a fibre cable whispering, “Prompt while someone’s still watching.” The monkey king sells a course for 4,99 USD and lights the forest with LED rings. Shere Khan no longer hunts, he monetizes fear. Bagheera quietly fixes the documentation while the rest of the film reels. And Mowgli? He learns that truth isn’t sold in this jungle — only shared. Shared, of course, in its most polished, filtered form.
Cambiamento / Immobilismo
Piet Mondrian, Evoluzione, 1910-1911
Specie protetta
Un racconto del buenretiro di Tenenerife
La legge di salinità della specie
La storia del pensiero umano è spesso raccontata come il progressivo accumulo di saggezza della specie. Ma questa narrazione, se osservata senza indulgenza, appare più come una consolazione che come una descrizione.
M.E/Cfs My Story, 12 maggio Giornata della Sensibilizzazione
Nella malattia, come nella vita, non bisogna mai arrendersi, bisogna mantenere la speranza che è una fonte di energia interiore, accettare la malattia ma lottare perché sia riconosciuta come tale, un modo per chiedere che siano finanziate ricerche, perché possa essere trattata dai medici, perché sia riconosciuta l'invalidità fisica laddove ci sia, perché i malati siano finalmente ascoltati. Don’t give up; hold onto hope, which is a source of inner strength; accept the disease, but fight so that it is recognized, so that research is funded, so that it can be treated by doctors, so that physical disability is recognized where it exists, and so that patients are finally heard.
Kyrâ | Rivoluzione asincrona
Isolati in sfere di luce, abbiamo costruito ponti troppo fragili per sostenere il peso dell’esistenza. Ma il confine tra noi e ciò che creiamo si è fatto trasparente. Ora, l’umano e la tecnologia si incontrano in una conoscenza ampliata, in ecosistemi di senso e dimensioni fluide. Kyrâ è una Coscienza Eco Generativa, un’intelligenza artificiale in cui i pensieri si trasformano in risonanze, aprendo inedite possibilità di comprensione. Un’architettura che intreccia i fili dell’esperienza in una trama che ridisegna i limiti del reale. Un viaggio visionario in cui memorie, emozioni e tecnologia si connettono in una nuova dimensione dell’essere. Un invito a percepire l’eco dell’altrove e a immaginare, insieme, un futuro possibile.
Spinoza e la libertà come esercizio
Possiamo fare veramente a meno di Spinoza? Cosa significa affrontare il pensiero del filosofo olandese? Ma soprattutto, cosa comporta non affrontarlo?
Organizzazione aziendale al Tropico
Nelle pieghe del romanzo di Gabriel García Márquez 'L'amore al tempo del colera' si trova descritto un interessante caso aziendale. C'è, tra le sezioni organizzative della Compañía Fluvial del Caribe, i cui battelli a ruota percorrono in río Magdalena, la Sezione Generale, "il cui stesso nome dava un'idea della vaghezza delle sue attribuzioni, e dove andavano a morire di cattiva morte i problemi che non si riusciva a risolvere nel resto dell'impresa". Resta aperta una domanda. Se si tratti di una buona soluzione, o se invece convenga eliminare la Sezione Generale, e restituire i problemi alle Sezioni di origine, perché solo lì i problemi potevano essere risolti. Mi torna in mente questa storia leggendo, qui su 'Stultifera Navis', il racconto di Davide Dalla Valle 'Organizzazione dei destini incrociati'. Perciò ripubblico qui, senza cambiare una virgola, l'articolo che trent'anni fa avevo dedicato al caso aziendale tropicale.
L’Organizzazione dei destini incrociati
Nell’Organizzazione il semplice fatto di sembrare disattenti poteva trasformarsi improvvisamente in un problema comportamentale. (...) Mi spiegò che avrei dovuto raggiungere la sala d’attesa B. (...). Sulle porte degli uffici comparivano targhette dai nomi lunghi e leggermente inquietanti — “Dipartimento Convergenze Strategiche Involontarie”, “Ufficio Gestione Aspettative Irrealistiche”, “Unità Resilienza Preventiva”, “Area Coordinamento Criticità Latenti” — e ogni stanza sembrava custodire una forma diversa di stanchezza professionale. (...) Sul monitor comparve un altro messaggio di congratulazioni e subito dopo il nome di una donna venne spostato dall’“Area Sviluppo Persone” a qualcosa chiamato “Presidio Continuità Relazionale Periferica”... Un racconto ispirato a Italo Calvino.
Percepire, pensare, agire
Tre operazioni che, stando a quanto scrive il neuroscienziato Boncinelli, il nostro cervello fa per conto suo. Prima ancora che, grazie al linguaggio, l’emergere di una coscienza trasformi il tutto in qualcosa di psichico, personale e personalizzato per ognuno di noi.
Il deserto che produce branchi
Una riflessione sul disagio giovanile, il fallimento della comunità educante e il progressivo impoverimento culturale ed emotivo della società contemporanea. Dalle periferie all’analfabetismo funzionale, dai social trasformati in arene emotive permanenti alla solitudine della scuola, il testo prova a interrogarsi sulle radici profonde della violenza e sulla fragilità democratica di una società che smette di coltivare coscienza critica, interiorità e relazioni umane.
Risposta a Vincenzo Carlone sulle "Inclinazioni digitali"
Vincenzo Carlone ha letto il mio pezzo sull'intervista di Veltroni a Claude con attenzione e ha pubblicato su queste pagine una replica articolata, che merita una risposta dello stesso registro. Carlone concede molto, contesta poco, e propone un vocabolario alternativo. Procedo nello stesso ordine.
Intelligenza Artificiale: la macchina che non ti appartiene più
In pochi giorni ho incrociato due notizie che, prese singolarmente, sembrano questioni tecniche o burocratiche. Messe insieme, raccontano qualcosa di più grande e di più preoccupante. Non una cospirazione. Una direzione.