NOVITA'[1878]
Referendum e ideologia
Questo mondo manca di profondità, l’ha persa. Chiunque si sente legittimato a sparare qualsiasi boiata, a credere che quella boiata sia una verità assoluta e a incazzarsi pure quando qualcun altro ribalta quella boiata, normalmente con un’altra simile. Questa processione di opinioni verso il santuario della riconosciuta popolarità è francamente insopportabile. Si è passati dal pensiero debole alla debolezza senza pensiero. Non sono contrario alla libertà di parola, anzi. Tutti hanno il diritto e il dovere di esprimersi. Sono contrario alle parole in libertà, quelle che non sono state veramente pensate e perciò rimangono superficiali. Vogliamo parlare poi del linguaggio? Io me ne intendo di linguaggio, è il mio lavoro. Il linguaggio non serve più a comunicare ma piuttosto a scomunicare. Scomunicare tutti quelli che non la pensano come quelli dell’ideologia dominante o di quella di turno oppure che dicono parole o frasi che potrebbero offendere qualcuno.
La teoria della stupidità
La stupidità è più pericolosa del male. Il male può essere combattuto, denunciato, limitato. La stupidità invece è impenetrabile alla ragione.
Contro l’isola e contro la fortezza
Contro la modernità dei legami intermittenti e contro la sacralizzazione della coppia, una riflessione su amore, fedeltà e relazione come forme non di chiusura, ma di continuità aperta nel mondo.
IA IA OH
Vi siete mai fermati un momento a pensare chi o cosa ha portato al passaggio alle cosiddette nuove tecnologie? Vi siete mai interrogati su come dal giorno alla notte miliardi di persone le hanno abbracciate senza chiedersi per un secondo i danni che avrebbero potuto fare e che oggi vediamo ogni giorno sotto i nostri occhi (penso ad esempio agli smartphones costruiti su un principio psicologico ben preciso, si veda Skinner, che, è dimostrato, crea dei danni notevoli alla mente umana)? Come è successo? Ma soprattutto: vi siete accorti di come è successo?
Contro la delega del pensiero: ripartire da Umberto Eco per governare l’IA
19 febbraio 2026: Dieci anni senza Umberto Eco. Oggi, più che mai, è lui a parlarci del nostro presente. ChatGPT, Gemini e gli altri LLM sono, per dirla con il Professore, le massime espressioni di “macchina pigra”. Producono sintassi, ma non semantica. Calcolano probabilità, ma non creano senso. Mentre il mondo continua ad interrogarsi su reti neurali, algoritmi, bias e (presunta) intelligenza non umana, sono tornato su alcuni lasciti di Eco strettamente collegati ad una contemporaneità sempre più AI/DATA-DRIVEN. Non ci serviva un profeta per prevedere l’IA generativa, ma forse ci serve un semiologo per sopravviverle.
Scrivere senza pagarne il prezzo
Abbiamo delegato la fatica del pensiero a una macchina che non perde il sonno, non rischia nulla e non risponde di nulla. Ma il problema non è la macchina. Il problema è che le abbiamo aperto la porta noi, e molto prima che esistesse.
Stiamo smettendo di pensare?
Allenare il pensiero critico oggi non è solo una competenza. È una scelta etica. Una forma di cura verso noi stessi e verso la società nella quale viviamo.
Perché ‘Pensare con la propria testa’ non è sempre un buon consiglio
Questo saggio riesamina l'esortazione kantiana al Sapere aude alla luce dell'epistemologia contemporanea, sostenendo che il pensiero critico autentico non consiste nel dubitare di tutto, ma nel saper valutare l'affidabilità delle fonti a cui necessariamente ci affidiamo. L'invito generico a "pensare con la propria testa" ignora la struttura radicalmente distribuita della conoscenza moderna, alimenti forme di scetticismo epistemicamente ingiustificato e finisca per produrre l'opposto di ciò che promette: non autonomia intellettuale, ma vulnerabilità alla manipolazione.
La Guardianía del Sentido
Operacionalizar la guardianía del sentido no significa convertirla en un método cerrado, sino mantenerla como una práctica criterial, situada y reflexiva que introduce preguntas ineludibles en el diseño y despliegue tecnológico. Más que añadir métricas o protocolos, desplaza la atención hacia la lectura de sentido, la cultura organizativa y el contexto, evitando que la eficiencia técnica clausure prematuramente el mundo. No ofrece recetas universales, sino un umbral de responsabilidad desde el que seguir actuando sin abdicar de lo humano.
Credere è facile. Verificare è faticoso.
Credere è immediato, verificare richiede metodo. Quando la fatica del pensiero viene evitata, la disinformazione prospera.
L’uomo, la rete e l’identità liquida.
di Luca Sesini e Beppe Carrella. - Una riflessione sull’episodio 4 di Ghost in the Shell: Stand Alone Complex e la necessità di un'ecologia dell'essere
Processo ai social media
martedì 27 gennaio alla Corte Superiore della Contea di Los Angeles si è aperto un processo destinato a fare da apripista sul tema della dipendenza dai social media e sui suoi effetti sulla salute mentale dei cosiddetti “nativi digitali”. E' importante che se ne parli
Violenza, protesta e...
Un’analisi critica sulla retorica dell’ordine pubblico, tra violenza, diritto di protesta e uso politico dell’emergenza. Quando la polarizzazione sostituisce il discernimento, il rischio non è il caos, ma la normalizzazione della stretta democratica.
Il Pensiero Critico come "Superpotere" Cognitivo
Il pensiero critico viene spesso presentato nel modo peggiore. Lo si riduce troppo spesso a "critica", cioè alla pratica di smontare pubblicamente gli errori e le opinioni altrui, assumendo un tono da correttori o da fact-checker professionali. Questa riduzione ha conseguenze concrete: trasforma il pensiero critico in un'attività prevalentemente reattiva, dove si risponde a ciò che è già stato detto per segnalarne le falle. La ‘critica’, per sua natura, arriva sempre dopo. E arriva con un atteggiamento che tende a mettere l'altro in posizione di inferiorità cognitiva. Non è un dialogo. È una correzione pubblica. Questo approccio genera resistenza, non apertura.
La Memoria del Presente appunti per un oblio generativo
Forse se esercitassimo la memoria anche in questo senso, se invece di ricordare solo singoli accadimenti della storia sperando di ostacolarne la riproposizione senza alcuno sforzo adulto, se si connettessero al presente per migliorare le nostre relazioni, allora l’oblio fisiologico inevitabile potrebbe essere sostituito da una maggiore consapevolezza della banalità del male, che allora come oggi non è mai scomparsa. E che oggi si mostra esplicita e apparentemente incontrastabile a tutti i livelli. A troppi livelli, per non renderci più preoccupati, ma anche più responsabili. Più aperti alla scomodità del confronto e meno a raccontarci la ninna nanna del ricordo perché non succeda più. Perché la prevaricazione, che è sempre violenta a intensità variabile, non è stata solo un problema esclusivamente nazista, non è mai sta interrotta e sta succedendo anche qui e ora.
Un viaggio nell'urgenza del pensiero critico e autocritico
Per molti il pensiero critico è morto, si è addormentato. E se fosse diventato semplicemente superfluo? In un'epoca in cui ogni opinione viene validata da un algoritmo, ogni dubbio dissolto da una ricerca su Google Search, ogni controversia risolta con un fact-checking automatico, l'esercizio faticoso del pensare in modo critico e autocritico (contro sé stessi) appare come un lusso arcaico. Perché criticare quando si può verificare? Perché interrogarsi quando si può consultare? Perché dubitare quando l'intelligenza artificiale ci assicura di aver elaborato milioni di dati per giungere alla risposta ottimale?
Educare all’obbedienza — Democrazia, infanzia e perdita del limite
Una riflessione pedagogica e civile su educazione, democrazia e infanzia, a partire dalla normalizzazione della forza nei contesti educativi e simbolici. Quando il limite si perde, è l’umano a diventare lo scandalo.
Processi stocastici? No grazie, preferisco Stultifera Navis, of course.
In un mondo digitale dominato da algoritmi e probabilità, Stultifera Navis offre uno spazio per esercitare il pensiero critico, scegliere con consapevolezza cosa leggere e come informarsi, e sperimentare una navigazione che sfugge alle logiche stocastiche.