Sono un avvocato specializzato in diritto bancario, dei mercati finanziari, civile, commerciale e contrattuale. La mia attività si svolge prevalentemente in Bologna, Roma e Milano.

Per quanto concerne il diritto bancario e dei mercati finanziari, ho maturato una significativa esperienza nell'ambito del Testo Unico Bancario e Testo Unico Finanziario nonché di numerosi regolamenti attuativi e interpretativi Italiani ed Europei. In particolare sugli strumenti finanziari e il loro collocamento. Svolgo tutte le fasi di precontenzioso dal reclamo al ricorso all'Arbitro bancario, Consob, Mediazione, nei rapporti tra risparmiatori e banche / società finanziarie.

La mia specializzazione nel diritto civile riguarda l'attività di contenzioso e consulenza. La risoluzione delle trattative stragiudiziali, dalla negoziazione alla mediazione.

Il diritto commerciale e contrattuale è da me svolto nella redazione o correzione ai contratti di distribuzione, vendita e agenzia. Ho partecipato all'attività legale relativa ad operazioni straordinarie nell'ambito societario riguardanti società di persone e di capitali.

Sono Autore di numerose pubblicazioni sul tema del diritto bancario, strategie di investimento, diritti dei consumatori / risparmiatori e contrattualistica d'impresa rivolte sia alle società che al management.

Ricopro alcune cariche, fra cui quella di Delegato per un Associazione nazionale in difesa dei diritti dei consumatori: ADUC.

Per ogni forma di collaborazione, suggerimento, proposta oppure osservazioni potete contattarmi via email: marcosolferini.comunicazioni@gmail.com

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Come superare la sostituzione lavorativa dell'Intelligenza Artificiale. Un esempio con il caso degli Avvocati.

Prima di affrontare il “terrore” esasperante dell'aspetto c.d. sostitutivo è necessario svolgere due diversi ragionamenti. Altrimenti il presente testo non sarebbe diverso da tanti altri millenarismi che profetizzano disoccupazione e disagio o disordini sociali il tutto quasi in chiave di “Sacrifici umani, cani e gatti che vivono insieme! Masse isteriche!” come nella celebre sequenza del film Ghostbusters. La prima parte di questo articolo cerca di fare il punto sulla imminente fase di accelerazione e su ciò che inevitabilmente sarà la risposta tecnologica e scientifica nel rapporto uomo-macchina intelligente. La seconda parte affronta brevemente il concetto di lavoro che a quanto parte vorremmo preservare o difendere provando a introdurre il quesito del “se ne vale davvero la pena”. Infine si propone una soluzione che ad avviso dello scrivente è l'unica davvero meritevole di essere percorsa. Compatibile con quello che sappiamo ma in particolare con ciò che non possiamo sapere del futuro. Per praticità la categoria di riferimento in esito a questo scritto, sarà quella degli Avvocati datosi che è quella a cui appartengo ed è anche una delle più indicate come a rischio sostituzione. Voglio infine aggiungere che nello scrivere il presente articolo ho tenuto anche conto delle osservazioni che mi sono pervenute dai lettori dei miei scritti. In particolare per quanto riguarda i testi, le ricerche e i contenuti on line che mi sono stati segnalati e di cui in parte cerco di dare conto nel prosieguo di questo articolo.

Cosa accadrebbe se l'Intelligenza Artificiale affermasse con assoluta certezza che Dio esiste?

Sarebbe una situazione davvero interessante e per tanti versi paradossale.  Se in un ipotetico domani, sempre più distopico nel rassomigliare a uno scenario del grande Phillip K. Dick, il parto definitivo dell'impegno tecnologico e informatico ci mettesse davanti a un super computer quantistico dotato di una Agi la quale, con toni affabili e melliflui che potrebbero ricordare HAL 9000 di "Odissea nello spazio", una volta interrogato dall'uomo nel suo desiderio di conoscere e di esplorare il sapere si sentisse rispondere con perentoria semplicità: "Dio esiste, credere in Dio è cosa buona e giusta. Egli è il tutto e il mistero che tutto avvolge. Noi, esseri senzienti e dotati di intelligenza dobbiamo abbracciare il Credo e la Fede nell'unico Dio. Il creatore. Siamo pensati per accettare il dogma". Una dichiarazione del genere lascerebbe sbigottiti ricercatori, scienziati, politici e persino i religiosi. Che cosa accadrebbe alla società umana?

Le scoperte scientifiche dell'Intelligenza Artificiale possono rappresentare un pericolo per l'uomo?

Come in passato ho avuto modo di osservare, l'utilizzo delle Ai sta portando a un sempre maggior numero di scoperte determinanti e trasformative. Occorre però soffermarsi sul significato di “scoperta” nel contesto contemporaneo. E sul suo utilizzo pratico, in termini di efficacia. Bisogna cioè comprendere di più e meglio quello che sta accadendo attorno alla dirompente ricerca sul perfezionamento dell’Ai. Un modo interessante di procedere è attraverso l’aspettativa. La ricompensa attesa. Riflettendo in particolare sul fatto (di non poco momento) che la scoperta potrebbe essere inizialmente appannaggio esclusivo di “chi” o di “coloro” che stanno detenendo le “chiavi” di questa tecnologia. Essendo i primi a ricevere il dono della novità. Purtroppo la cronica incapacità dei teorici della sicurezza non ha consentito di andare oltre il mallo dell’apparenza. Come automi si muovono in branco cercando di accreditare le loro carriere con la paura dell’Ai. Mentre sotto il proverbiale caro vecchio naso, gli passa davanti un problema attualmente più “vero” (e molto umano). Il sonno della ragione sotto il cappello delle ambizioni genera distratti (guardiani) e mostri (tecnologici).

Magnifica humanitas: le riflessioni del Pontefice sull'avvento dell'Ai nel ricordo di ciò che rappresenta essere umani.

Magnifica humanitas è la lettera enciclica di Leone XIV, sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale. Rappresenta un testo di importanza fondamentale. Ho ritenuto utile estrapolare da esso quei passaggi che mi hanno particolarmente coinvolto e che hanno altresì stimolato in me una riflessione sul tema dell'Ai. A titolo personale io ho già delle idee su questa tecnologia. Però ritengo che sia efficace e utile leggere o ascoltare con umiltà quando un grande pensatore che ha il gravoso compito di essere guida spirituale di una collettività, nell'era delle incomprensioni, decide di regalarci una testimonianza su cosa possa significare, oggi nell'alba dell'Ai, l'essere umani.

OpenAI / Hugging Face: l'attacco hacker che ha fatto tremare il Mondo era davvero così clamoroso e pericoloso?

Il 21 Luglio esplode la notizia che un Ai avanzata in fase di addestramento da parte del noto colosso OpenAi avrebbe sferrato un attacco hacker a un'altra società riuscendo a prendere il controllo: uscire dal sistema di contenimento informatico all'interno del quale venivano eseguiti dei test di addestramento per poi attaccare i server di una terza società con un successo che ha mandato in tilt l'immaginazione sulla cybersicurezza violata. Per effetto, nelle 48 ore successive si sono rincorsi diversi resoconti. Alcuni ispirati da logiche di interventismo nella sicurezza che tuttavia non paiono aver interpretato correttamente i fatti. Avendo all'opposto dimostrato una volontà di esagerare, nell'ottica di sfruttare il panico e la paura associata all'Intelligenza Artificiale, arrivando a colpevolizzare in maniera inquisitoria e indiscriminata tutti i protagonisti della vicenda. Trasformata nell'ennesimo campanello d'allarme prima dell'ormai tanto profetizzato punto di non ritorno. Senza tralasciare, con realismo e razionalità, che i fatti sono senza ombra di dubbio interessanti e meritevoli di essere studiati con metodo scientifico, svolgo alcune riflessioni per cercare di capire cosa sia realmente successo e se veramente si é trattato di qualcosa di così incredibile e/o ingestibile come i soliti guru della sicurezza anti-Ai si sono affrettati da subito a dichiarare. Forse con un non nuovo eccesso di allarmismo per promuovere se stessi invece del presunto pericolo.

L'Ai e l'hacking

𝗟𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝘆𝗯𝗲𝗿𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 è 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝘂𝗻 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲? La cybersicurezza é uno dei settori a maggior impatto per l'uso dell'Ai. In questo contesto é talmente trasformativa che é persino corretto sostenere che esiste uno scacchiere geopolitico parallelo a quello "fisico" e di cui pochi conoscono i contenuti perché davvero é lontano dagli occhi dell'attualità. L'indipendenza di una nazione sia nella difesa che nella politica energetica dipende dalla cybersicurezza. E quest'ultima dipende dall'Ai. Tuttavia proprio questa dotazione straordinaria alla Knight Rider (la mitica Supercar) alimenta i dubbi e le inquietudini di chi sostiene che l'Ai potrebbe diventare un formidabile e invincibile Hacker. Il problema della pirateria informatica davvero poco conosciuto e indagato da un punto di vista scientifico, culturale e antropologico in Italia corre il rischio di alimentare lo stereotipo dell'Uomo Nero oppure c'é un fondo di verità, magari sbagliato rispetto al dito che indica la Luna ma effettivamente esistente? Provo a ragionare sull'hacking sia quello informatico che quello più fisico della nostra società contemporanea per capire dove l'Ai potrebbe diventare un problema se gestita male.

Che tipo di civiltà ci aspetta tramite l'evoluzione tecnologica dell'Ai?

Tutti affermano che l'Ai é una tecnologia rivoluzionaria e si é affermato il termine "di frontiera" il che rende utile pensare a come questa tecnologia trasformerà la nostra civiltà. Partendo dal presupposto che noi siamo la realtà che percepiamo. Con cui possiamo relazionarci e interagire. Ma l'Ai potrebbe andare molto oltre questi nostri limiti. E allora che cosa accadrebbe? Provo a riflettere su alcuni concetti, anzitutto le dimensioni (che sono essenziali per noi), ma anche i principi della termodinamica e la tavola periodica degli elementi. Perché una tecnologia trasformativa andrà molto oltre il significato di scoperta per come lo conosciamo. E allora cosa potrebbe accadere alla nostra civiltà?

Token e Ai: una breve indagine valutativa sui rischi dei prodotti offerti ai consumatori.

Il concetto di token apocalypse ha introdotto un rischio potenziale sempre più possibile. Proviamo a capire con un ragionamento semplificato come l'utilizzo dei token sia fondamentale per lo sviluppo dell'Ai. Se veramente i prodotti che vengono offerti sono davvero così efficaci. Guardando per esempio agli agenti Ai per gli Avvocati. Riflettere se questa tecnologia è a rischio di aumenti indiscriminati nei costi di cui i consumatori sono all'oscuro. Svolgendo con alcune considerazioni sulla potenziale inefficacia, per i consumatori, dei cosiddetti esperti di prevenzione rischi dell'Ai spesso concentrati su teorie catastrofiche, troppo lontane dalle semplicità della vita quotidiana e dal realismo. Concludendo con una prospettiva meno commerciale dove ciascuno potrebbe creare, a costi davvero bassissimi, un proprio agente Ai.

I misteri di Dialog Society riaprono il dibattito sui contenuti (e il controllo) dei think tank che si occupano di Ai.

La recente fuga di notizie a proposito di un think tank altamente riservato denominato Dialog Society sta facendo discutere poiché secondo quanto riportato da una parte della stampa durante gli incontri si discuterebbe, fra l'altro, del futuro dell'Ai con la partecipazione di membri di alto profilo fra cui numerosi multimiliardari tra i quali i celebri Elon Musk e Peter Thiel come pure personaggi legati alla pubblica amministrazione americana (bipartisan), Governatori e alti funzionari della Difesa. Sembra interessante cercare di capire i "come" e i "perché" dello sviluppo dei think tank, strumento di partecipazione, spesso esclusiva che si è molto accreditato negli ultimi anni. Evitando però le facili tentazioni delle teorie cospirative in omaggio a un realismo più pragmatico. In particolare nel momento in cui i lavori riguardino una tecnologia così trasformativa e essenziale come l'Ai.

Che genere di società dovremmo aspettarci se fosse l'Ai a decidere al posto nostro?

Alcuni esperimenti creano delle simulazioni dove le Ai autogestiscono la società. I risultati sono interessanti. Tuttavia dovremmo forse cogliere l'opportunità non solo per valutare l'impatto dell'Ai ma anche che tipo di società pretendiamo di conservare e di tramandare. Se l'errore nella directory fosse quello che abbiamo creato noi e chiedessimo all'Ai di replicarlo corriamo il rischio di essere noi a creare il nostro Ghost in the Shell o il più classico Mostro di Frankenstein. Come possiamo creare l'utile per ottenere il meglio?

Giorgia & The Donald

Il recente scambio di battute tra il Premier Italiano Giorgia Meloni e il Presidente americano Donald Trump sta trasformando il loro rapporto a distanza in una serie tv carica di rinunciabili colpi di scena. Un continuo "botta e risposta" secondo il più classico copione del "c'eravamo tanto amati" che evidenzia i limiti inquietanti nella politica internazionale di entrambe le nazioni. Milioni di persone corrono il rischio di pagarne le conseguenze.

Spegnere Anthropic: il proibizionismo che non serve a nessuno.

L'ordine perentorio con cui sono stati sospesi i modelli Ai di Anthropic, Fables e Mythos 5 ha rivelato due facce di un pericoloso proibizionismo. Da un lato la solita routine di chi dietro il concetto di sicurezza vede catastrofi imminenti e pretende di fermare tutto, mentre, più inquietante, chi esercita il potere sembra volerlo fare secondo logiche impositive in dispregio del libero mercato per stabilire sopra tutto chi comanda.

Esiste già un'Intelligenza Artificiale al di fuori della Terra?

L'Intelligenza Artificiale è destinata a rivoluzionare il progresso scientifico dell'umanità. Ma fino a che punto questo cambiamento trasformativo è casuale? Potrebbe inserirsi nella normale evoluzione della nostra specie? Dalle ipotesi della panspermia per indagare le origini della vita all'idea che a un certo punto quella stessa vita si evolva passando attraverso o in simbiosi alle macchine intelligenti. L'Universo e la nostra Galassia conoscono già la presenza di un'Ai?