The no-human future

Artificial Intelligence is Coming "The high road to thinking no longer passes through a deepening of human cognition, but rather through a becoming inhuman of cognition, a migration of cognition out into the emerging planetary technosentience reservoir, into ‘dehumanised landscapes … emptied spaces’ where human culture will be dissolved.

Il rendimento noetico dell’IA: enérgeia, dýnamis e una possibile ecologia dell’intelligenza artificiale (Nr. 4)

In questo saggio ho descritto come gli LLM possano essere analizzati come dispositivi di conversione tra energia materiale ed ἐνέργεια cognitiva; tale conversione produce effetti sulla δύναμις degli individui e delle collettività. La valutazione dell’efficienza dell’AI dovrebbe pertanto includere, oltre al rendimento computazionale ed economico, un rendimento noetico capace di interrogare non soltanto quanta capacità viene prodotta per unità di energia consumata, ma come tale capacità viene distribuita tra individui, organizzazioni e sistemi tecnici.

Il Vetro (la plastica?) e l'Algoritmo: interrogarsi sugli occhiali smart

Gli occhiali smart – in particolare i dispositivi dotati di intelligenza artificiale multimodale – non rappresentano semplicemente un’evoluzione incrementale della tecnologia indossabile. Si tratta, piuttosto, di una transizione di natura ontologica e politica. L’atto storico, intimo e profondamente umano, di indossare un paio di occhiali da lettura per decifrare il mondo si sta trasformando in un’esperienza di mediazione algoritmica totale Riflessioni su un presunto gadget che si presenta come protesi ma può diventare gabbia

OpenAI / Hugging Face: l'attacco hacker che ha fatto tremare il Mondo era davvero così clamoroso e pericoloso?

Il 21 Luglio esplode la notizia che un Ai avanzata in fase di addestramento da parte del noto colosso OpenAi avrebbe sferrato un attacco hacker a un'altra società riuscendo a prendere il controllo: uscire dal sistema di contenimento informatico all'interno del quale venivano eseguiti dei test di addestramento per poi attaccare i server di una terza società con un successo che ha mandato in tilt l'immaginazione sulla cybersicurezza violata. Per effetto, nelle 48 ore successive si sono rincorsi diversi resoconti. Alcuni ispirati da logiche di interventismo nella sicurezza che tuttavia non paiono aver interpretato correttamente i fatti. Avendo all'opposto dimostrato una volontà di esagerare, nell'ottica di sfruttare il panico e la paura associata all'Intelligenza Artificiale, arrivando a colpevolizzare in maniera inquisitoria e indiscriminata tutti i protagonisti della vicenda. Trasformata nell'ennesimo campanello d'allarme prima dell'ormai tanto profetizzato punto di non ritorno. Senza tralasciare, con realismo e razionalità, che i fatti sono senza ombra di dubbio interessanti e meritevoli di essere studiati con metodo scientifico, svolgo alcune riflessioni per cercare di capire cosa sia realmente successo e se veramente si é trattato di qualcosa di così incredibile e/o ingestibile come i soliti guru della sicurezza anti-Ai si sono affrettati da subito a dichiarare. Forse con un non nuovo eccesso di allarmismo per promuovere se stessi invece del presunto pericolo.

La rotta non è contro l’Intelligenza Artificiale, ma contro la rinuncia all’intelligenza umana

C’è una differenza fondamentale tra salire su una nave per scappare dalla tempesta e salirci per imparare a navigarla. Il manifesto di Stultifera Navis mi interpella esattamente in questo modo: non come spettatore di un cambiamento che accade “là fuori”, ma come professionista che vive dentro la tecnologia, ne tocca i limiti e ne intuisce le promesse ogni giorno.

Por fin todos hablamos de criterio

La aparición de los primeros sistemas generativos capaces de conversar, escribir y producir imágenes hizo visible algo que venía gestándose desde mucho antes. No era solo que una máquina pudiera realizar tareas consideradas complejas. Era que nosotros llevábamos décadas reorganizando el mundo para que cada vez más actividades pudieran ser formalizadas, medidas, comparadas y transferidas a sistemas. La inteligencia artificial no iniciaba el proceso. Lo volvía imposible de ignorar.

Che tipo di civiltà ci aspetta tramite l'evoluzione tecnologica dell'Ai?

Tutti affermano che l'Ai é una tecnologia rivoluzionaria e si é affermato il termine "di frontiera" il che rende utile pensare a come questa tecnologia trasformerà la nostra civiltà. Partendo dal presupposto che noi siamo la realtà che percepiamo. Con cui possiamo relazionarci e interagire. Ma l'Ai potrebbe andare molto oltre questi nostri limiti. E allora che cosa accadrebbe? Provo a riflettere su alcuni concetti, anzitutto le dimensioni (che sono essenziali per noi), ma anche i principi della termodinamica e la tavola periodica degli elementi. Perché una tecnologia trasformativa andrà molto oltre il significato di scoperta per come lo conosciamo. E allora cosa potrebbe accadere alla nostra civiltà?

Quando la sovranità perde il territorio

All’inizio avevo pensato di raccontare un’Italia poco visibile: quella delle imprese che provano a costruire intelligenza artificiale, a sviluppare competenze proprie e a misurarsi con il tema, sempre più discusso, della sovranità digitale. Avevo raccolto testimonianze, esperienze e casi concreti. Poi quel percorso si è interrotto, prima che potesse diventare un articolo. Forse è stato un bene: mi ha permesso di evitare un’altra disputa destinata a consumarsi fra entusiasmi, scherno e appartenenze, e di tornare su un terreno più vicino alla mia esperienza, quello delle infrastrutture, della continuità operativa e della responsabilità delle decisioni.

Nei tempi dell'intelligenza artificiale, vivere in case appoggiate su palafitte. In margine al saggio di Palma Sgreccia

Il saggio 'IAetica su palafitte', prefazione di Tiziana Catarci, Armando, 2026, di Palma Sgreccia, invita ad assumere, di fronte all''intelligenza artificiale', una posizione saggia e critica, lontana dalla sudditanza. Ogni essere umano -non solo il tecnologo, il filosofo- è invitato ad assumersi il peso della scelta, della responsabilità morale e del dubbio esistenziale, rinunciando a ogni facile sicurezza.