NOVITA'[1471]
The unbearable stupidity of anti-intellectualism
Anti-intellectualism isn’t pluralism or authenticity. It's how power imposes stupidity and calls it truth.
Prepotenza
Da Brain rot a Rage bait. Le parole del presente: linguaggio, esperienza, mondo
Un’analisi critica delle parole che hanno segnato il discorso pubblico anglofono tra il 2024 e il 2025, da brain rot a rage bait. Il testo ricostruisce il passaggio da una parola che nominava un disagio cognitivo diffuso a termini che rendono leggibili i dispositivi emotivi, relazionali e comunicativi della cultura digitale contemporanea, mostrando come il linguaggio non si limiti a descrivere il mondo, ma contribuisca a strutturarne l’esperienza.
How AI-generated prose diverges from human writing and why it matters
IA generative e umani ormai si imitano a vicenda. Molti umani però non si rendono conto che la loro imitazione non è altro che il risultato dell'imitazione delle IA che utilizzano. Ne deriva un quadro deprimente, tragico, di persone che si credono intelligenti ma lo sono sempre meno, e di intelligenze artificiali che nel frattempo diventano (forse) più intelligenti, sicuramente sempre più brave ad imitare il comportamento e "l'intelligenza)" degli umani. Tutto ciò, chi non condividesse la riflessione qui proposta, è chiamato a riflettere su come i prodotti elaborati dalle IA in risposta alle domande degli umani vengano riprodotti e condivisi sulle piattaforme social. L'IA ha un suo linguaggio, un suo stile, dei tic(toc) sintattici e algoritmici che stanno cambiando il linguaggio, lo stile di scrittura e le abitudini personali di moltitudini di persone. Un lavoro di ricerca condotto da Marina Adami e pubblicato su Reuters Institute spiega molte cose, suggerisce innumerevoli spunti di riflessione, in una parola fa riflettere, insegna anche a usare con maggiore intelligenza le IA generative.
Mente, coscienza e il limite dell’AI (POV #16)
Andy Clark vs Federico Faggin: le differenze tra umano e artificiale Che cos’è la mente? Un insieme di processi che coinvolgono cervello, corpo e ambiente, oppure qualcosa di più profondo che nessuna macchina potrà mai riprodurre? L’intelligenza artificiale è un partner evolutivo, capace di ampliare le nostre capacità cognitive, o resta un sistema privo di comprensione autentica? Che cosa distingue davvero l’essere umano da una macchina intelligente?
L’antilingua è più viva che mai
Quante volte oggi hai scelto la parola sbagliata solo perché ti sembrava più elegante?
Dire senza dire – Non dire, dicendo (V)
IL LATO OSCURO DEL PROVERBIO "IMPARA L’ARTE E METTILA DA PARTE"
Tutti parlano di AI, Python, velocità... ma io voglio parlarvi di un vecchio amico silenzioso: Java
Sì, avete capito bene. Quel linguaggio che molti considerano noioso è, in realtà, la spina dorsale del nostro mondo digitale. Vorrei spiegarvi, per chi non è un addetto ai lavori, perché Java è come il latino: una struttura rigorosa che ci insegna a pensare con disciplina in un mondo fluido e veloce in cui abbiamo bisogno di stabilità.
Quando l’AI non sa fare le parole crociate: note sparse su un fallimento istruttivo
Note sparse, appunto. Sabato è giorno buono per riflessioni leggere su questioni pesanti. Un po’ come l’enigmistica: gioco di superficie che nasconde strutture. Solo che i modelli vedono solo pattern - e nemmeno quelli giusti, a quanto pare.
Chrestotes o Agathosyne?
Una delle cose che più di tutte mi ha affascinato (se non del tutto folgorato) in questo mio percorso di studi intrapreso negli ultimi anni è il significato della parola agathosyne (ἀγαθωσύνη), trovata per la prima volta tra le righe dell'enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco.
Dire senza dire – Non dire, dicendo (IV)
DALL'ORIGINE: Un esempio di come le preposizioni possono servire sia a mostrare che a non-mostrare, e quindi sia a far pensare/capire che a non-far pensare/capire
Dire senza dire. Non dire dicendo (III)
CERVELLI IN FUGA o CERVELLI IN SALVO?
Dire senza dire. Non dire dicendo (II)
Il potere di una congiunzione
Parole oltrepssate: [stu·pi·di·tà]
Stupidità s. f. [dal lat. stupidĭtas -atis, der. di stupĭdus «stupido»]. – 1. letter. Stato di torpore, insensibilità o sbalordimento, causato da condizioni fisiche o morali: [il succo del papavero] Lene serpendo per le membra, acqueti A te gli spirti, e ne la mente induca Lieta stupidità (Parini). 2. Lo stesso, e più com., che stupidaggine, per indicare scarsità o mancanza d’intelligenza: ha dato prova di grande s.; la s. degli altri mi affascina, ma preferisco la mia (Ennio Flaiano); la s. di un discorso; ma meno com. con sign. concreto, cioè detto, azione, comportamento non intelligente: dire, fare una s.; è stata una s. non accettare l’incarico. (Treccani.it)
Auto-Tune del pensiero. Apparire o essere?
Nel campo dell’audio professionale esiste un software chiamato Pro Tools, lo stesso ambiente digitale in cui nascono molte produzioni musicali contemporanee. È uno strumento che può servire tanto a modellare una voce quanto a filtrare il rumore, rendendo più chiare le frequenze di un suono. In ambito tecnico, viene impiegato anche per scopi di analisi acustica, come la pulizia e la separazione delle voci in registrazioni ambientali effettuate dalle Forze dell'Ordine. La differenza non sta nel programma, ma nell’intenzione di chi lo usa. Nel primo caso, la macchina serve a rivelare meglio la realtà; nel secondo, a coprirla con un effetto di perfezione. Pro Tools, usato bene, chiarisce ciò che il rumore nasconde. L’Auto-Tune, usato male, cancella ciò che la voce autentica potrebbe dire. È la stessa linea sottile che separa l’intelligenza artificiale come strumento di comprensione da quella usata come trucco cognitivo. Tutto dipende da come si sceglie di ruotare la manopola: verso la verità o verso l’effetto artificiale.
Dire senza dire. Non dire dicendo (I)
Siamo parole in carne e ossa
Quando, con le nostre voci o con il nostro silenzio parliamo,𝐜𝐢 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐚𝐫𝐧𝐚𝐧𝐨 in ogni ruga che attraversa i nostri sguardi, in ogni arricciatura che le nostre labbra prendono e in ogni gesto che, partendo da un dentro turbolento e complesso, si dirige sempre verso un esterno dove quel disordine sembra rispecchiarsi, come causa o conseguenza.
Rompere l'aura di presenza nel dialogo tra IA e uomo
Quando interagiamo con GPT, ci sembra di parlare con un'unica voce senza interruzioni. Ma questa apparente unità è un'illusione. Al di sotto di essa si trova una dinamica molto più complessa modellata dalle storie del linguaggio umano e dai processi alieni della cognizione delle macchine.
[fu·tù·ro]
“futuro [dal lat. futurus] – Che sarà o verrà in seguito; ciò che, rispetto al presente, deve ancora avvenire. Il tempo che verrà o gli avvenimenti che in esso si succederanno: prevedere, indovinare, predire. In grammatica, tempo futuro, categoria del verbo che indica l’azione in quanto si deve svolgere nel futuro. Sotto l’aspetto morfologico, il futuro italiano proviene da una precedente forma perifrastica del latino volgare: darò da dare habeo; in varie lingue, invece, la perifrasi è ancora presente: così in tedesco, dove si ricorre all’ausiliare werden «divenire», o in inglese, dove si utilizza shall «dovere» e will «volere».” (Treccani.it)
[scàr·to]
scarto [der. di scartare] Di poco valore, di qualità scadente: roba, merce scarta. Lo scartare, cioè il rifiutare, l’eliminare qualcosa dopo una scelta. Cosa o insieme di cose di scarso valore, di qualità inferiore. Spostamento laterale brusco e improvviso, deviazione da un tracciato, da un percorso definito. Differenza, distacco esprimibile in valori numerici. (Treccani.it)