NOVITA'[2128]
While you were scrolling, someone was thinking
There is a particular kind of publication that does not chase the news cycle. It does not optimize for engagement, does not care about your attention span, and will never suggest you might also enjoy a listicle about productivity hacks. It simply asks you to sit down, read, and think.
Una presa di cultura
I dati sull’editoria e sul numero di lettori sono impietosi. Sono a disposizione di tutti. Ed è veramente una magrissima consolazione sapere che non vieni letto non perché sei tu ma perché la lettura non fa più parte dell’antropologia di questo paese. È una profonda tristezza tutto ciò. È quotidianamente doloroso sapere di essere circondato da individui che non aprono un libro o che, tra quei pochissimi che lo fanno, non (ti) leggono, per invidia oppure perché scrivono anche loro e, reputandosi migliori degli altri o credendo di essere dei nuovi Calvino, non si abbassano ad aprire le pagine scritte da altri. Un paese così è destinato ad affondare ed è esattamente quello che sta succedendo da anni, senza che quasi nessuno se ne preoccupi. Culturalmente l’Italia è un paese di sfollati, vittima di uno spopolamento intellettuale imbarazzante.
Il problema non è chi ti copia
Non è più solo una questione di creare contenuti, ma di essere riconosciuti mentre circolano. Quando la distribuzione diventa parte della creazione, l’autorialità si fa fragile e il rischio non è essere copiati, ma essere sostituiti.
In Italia non legge più nessuno, lo dice un lettore fortissimo!
Anche a Milano ormai per trovare una libreria indipendente (3700 quelle rimaste aperte in Italia) bisogna camminare, spostarsi, tanto si sono rarefatte, trasformate, camuffate, in cerca costante di sopravvivenza. Tante librerie resistenti con librai capaci, dalle mille idee e iniziative, che si trovano però ad affrontare un calo della domanda sulla quale sembra impossibile fare qualsiasi cosa per invertire la rotta. In Italia l’anno scorso solo un terzo degli italiani ha letto almeno un libro, e le vendite sono calate, lo hanno riconosciuto anche gli editori.
Referendum sulla giustizia: la verità che nessuno vuole raccontarci perché nessuno vuole sentire
Il referendum per la riforma della Giustizia agita il dibattito con toni e modi fuorvianti. Crea contrapposizione inutile in un clima di (voluta) disinformazione?
La costruzione dell’ovvio
Questo articolo nasce da un percorso di ricerca autonomo, non lineare, guidato dal desiderio di comprendere i meccanismi attraverso cui il pensiero collettivo si forma e diventa senso comune. L’incontro con il pensiero di Serge Moscovici non è avvenuto all’interno di un programma universitario strutturato, ma attraverso un’esplorazione indipendente, resa necessaria dal confronto con il dibattito pubblico contemporaneo. Il testo non intende offrire un’esposizione specialistica, ma una chiave di lettura: rendere visibili i processi attraverso cui ciò che è complesso viene reso familiare e ciò che viene discusso diventa ovvio.
La marcatura tribale: dal solco di Romolo alla bacheca social
Dai solchi fondativi delle città ai muri linguistici dei social: una riflessione sulla tribalizzazione del dibattito pubblico e sull’impoverimento della parola.
La grande rimozione
La vera frattura del presente non è tra umanesimo e tecnologia, ma tra una cultura che include il funzionamento e una cultura che lo rimuove. La seconda produce utenti. La prima produce cittadini del mondo tecnico. E questa, oggi, non è una scelta teorica. È una responsabilità culturale.
La privatizzazione del pensiero
Ovvero: la questione non è se il Re sia buono o cattivo. La questione è perché ci sia un Re.
Meno capitale, più visione
Come sta cambiando il modo di costruire startup (e perché l’Italia può giocare un ruolo chiave). C’è un cambiamento nell’aria della Silicon Valley. Non lo si percepisce nei titoli dei giornali o nei megadeal miliardari, ma nei dettagli più sottili: nei pitch meno enfatici, nelle slide più essenziali, nelle parole dei founder che iniziano a parlare meno di fundraising e più di prodotto. È come se qualcosa si fosse rotto — o forse si fosse semplicemente concluso. Un ciclo si è chiuso, e un altro si sta aprendo. E come spesso accade, tutto parte dai corridoi di Y Combinator.
Raging old males
Today old males, drunk with power and afraid of death, are raging. Do not despair: the legends tell us that their stupidity cause their fall.
RIP America...
A closed society is more than conservative. It refuses all changes to the point of fossilization, that is death and good preservation of a corpse.
Lo humano no automatizable: Cuando la creatividad deja de necesitar humanos
Tal vez lo humano no sea lo que produce mejor lenguaje, ni lo que genera más imágenes, ni lo que optimiza más rápido. Tal vez lo humano empiece justo donde la automatización se detiene.
Il deserto di noi stessi: critica radicale all'intelligenza artificiale
Una recensione sull'ultimo libro di Éric Sadin, un autore che seguo da sempre. Il libro, "Le désert de nous-mêmes. Le tournant intellectuel et créatif de l'intelligence artificielle", è stato pubblicato in Francia da L'Échappée (2025). Non ancora disponibile le versione italiana.
Stultiferanavis: produrre conoscenza, fare opinione!
L’immagine della Stultiferanavis che vogliamo emerga non è una entità statica, è un processo in continuo divenire, un continuo presentarsi. Per questo motivo non esiste una descrizione statica del progetto ma sulla nave sono presenti molteplici racconti dedicati a raccontare la nave nel suo navigare. La nave sta dentro le crisi dell’era delle macchine, ne attraversa i codici, gli effetti, le crepe e gli interstizi. Non offre soluzioni perché non ha dogmi o istanze di fede a cui aggrapparsi o da predicare. Propone una forma comunitaria di esperienze intellettuali ed esistenziali. L’approccio comunitario serve per assumere le differenze che caratterizzano i naviganti (gli autori) saliti a bordo, un modo per amplificare l’efficacia della collaborazione e dell’azione collettiva. Nel testo che segue provo a raccontare la Stultiferanavis come luogo di conoscenza utile per fare opinione, sia essa individuale o pubblica.
Dalla pira di Olimpia alla manicure di Cortina, viaggio di una fiamma in svendita nel teatro dell’effimero
La fiamma che un tempo ardeva solo per gli Dèi e per i corpi spezzati dal dolore della vittoria, oggi è in mano a chi non ha mai sudato un minuto in vita sua: attrici, registi, cantanti tatuati ed ereditiere della Roma bene. Da Olimpia a Cortina, la fiaccola ha smesso di correre e ha imparato a strisciare su tacchi a spillo e a inchinarsi al potere. Una resa definitiva dello spirito agonistico all’intrattenimento da quattro soldi o, forse, solo l’ultimo atto di un Paese che ha deciso di spegnere se stesso con eleganza.
Il declino della lettura profonda
Quando la scuola rinuncia alla complessità e l’aiuto dell’AI
Corpo e identità
Nel dibattito contemporaneo attorno all’identità si confrontano visioni profondamente diverse, che raramente trovano un terreno comune.